Intervista a Christian Comparone, barmanager del Lonely Avenue

Christian Comparone, classe 88, ha lavorato negli ultimi 12 anni con le più importanti compagnie alberghiere di lusso come Andaz, Marriott e Hilton dislocati tra Londra, Sydney e Tokyo. Il suo progetto si basa su tutto ciò che concerne bartending, training, sostenibilità, ricerca e sviluppo. Lo abbiamo incontrato al Lonely Avenue per una intervista molto interessante.

Ciao Donnie, innanzitutto ti ringraziamo per la tua ospitalità, il tuo tempo e la tua disponibilità. Raccontaci la tua carriera fino ad oggi. Come sei approdato dietro al bancone ?

All’anagrafe sono Donato Christian Comparone, nato a Roma 32 anni fa. Con la mia prima esperienza all’estero, il mio nome è stato abbreviato in Donnie, più facile da pronunciare. Sono diplomato come geometra per poi diventare progettista con specialità designer.

A 18 anni, mi trasferisco a Vicenza per lavorare in una multinazionale. Dopo un paio di anni realizzo che la monotonia e la routine imposta dalla vita in ufficio non faceva per me. Torno a Roma e decido di partire per Londra.

Nel 2009 inizio a lavorare al Nola, un private club londinese. Ho amato sin da subito questo lavoro. Quando questa mia prima esperienza finisce, inizio il mio percorso professionale negli hotel di lusso.

Dopo circa cinque anni trascorsi a Londra, decido di spostarmi a Sydney in Australia nel 2014, ricoprendo il ruolo di Venue Manager per il prestigioso Zeta Bar, Hilton Sydney aperto da Mr. Grant Collin nel 2005.

Nel 2018 il titolo di “Most profitable venue of Australasia” ha portato il mio nome in cima alla lista come “Manager dell’anno” con la conseguente promozione a Direttore della Mixologia per l’intera area Australasia con più di 1100 altre proprietà Hilton da uniformare in termini di standard di servizio e gestione del F&B.

Londra, Sydney, Tokyo e sei tornato a Roma. Come nasce il Lonely Avenue ? Che proposta di miscelazione offri?

Nel 2019 torno dall’Australia aprendo un piccolo cocktail club di soli 16 Mq nel quartiere di Testaccio (Roma). Un salotto del 1913 in stile Art Deco con solo 12 sedute, che oggi causa Covid sono diventati 4 posti con prenotazione preventiva di 24 ore.

Il Lonely Avenue offre un servizio mirato che accompagna il cliente alla scoperta dei propri stessi gusti attraverso un’esperienza personalizzata. La collezione di bottiglie si aggira intorno alle 70 unità, e ci permette di offrire tra 160-180 ricette classiche. Ogni singola scelta è curata e di alta qualità, pensata per valorizzare la ricetta fedelmente. Abbiamo anche dei prodotti vintage per soddisfare i soci più appassionati. L’assortimento della bottigliera cambia costantemente, offrendo la possibilità di provare prodotti sempre diversi e nuovi.

Originariamente, lo spazio del locale era utilizzato come magazzino del Porto Fluviale fino al 1968 quando mio nonno lo comprò trasformandolo in una rinomata gioielleria di Testaccio. Nel 2000 la gioielliera chiude e il locale, rimasto di proprietà, fu affittato e destinato ad altri utilizzi.

Dopo mesi di ristrutturazione apro il Lonely Avenue nel dicembre del 2019. Ho cercato di mantenere quello che era all’epoca lo stile principale dell’Art Deco, modernizzando con lo stile attuale, mantenendo i simboli dell’epoca come gli archi, le volte, i cerchi e il colore oro.

Il nome “Lonely Avenue” si ispira ad una canzone scritta ed interpretata da Ray Charles nel 1956. In questa canzone si narra di un posto caratterizzato da ricordi malinconici e sofferenza. Queste emozioni però hanno conferito la forza e il coraggio necessario per andare avanti e diventare una star.

Il passaparola è stato la pubblicità più immediata del Lonely Avenue. Un circolo frequentato da persone solitarie che vivono il bar come luogo di socializzazione, dove ogni sera possono trovare compagnie differenti tra bartender professionisti, chef, brand ambassador ed altre anime solitarie della notte. E’ frequentato spesso da personaggi illustri dello spettacolo, politici e VIP.

Il principale obiettivo è quello di offrire educazione e sensibilizzazione al buon bere, responsabilizzazione sul consumo dell’alcool e della somministrazione, con la riscoperta del bar come area di socializzazione e cultura, svelando aneddoti, cenni storici e nozioni tecniche con incontri e masterclass settimanali.

Viviamo in una società sempre più attenta ai temi della sostenibilità. Qual è il tuo contribuito al riguardo ?

All’interno del locale, gli sprechi sono davvero minimali perché riesco a tenere tutto sotto controllo in maniera contenuta, così da poter gestire la situazione al meglio. Il fatto di avere le prenotazione in anticipo mi aiuta tantissimo nell’organizzazione della spesa per evitare lo spreco. Ad esempio, se al primo turno ho un gruppo di 4 persone, vado a consultare il mio libro di appunti per ricordarmi il tipo di drink che piace al cliente quindi riesco a capire cosa usare.

Quando spremo un limone, recupero la polpa e lo propongo in un sorbetto che possa essere utilizzato in un cocktail. La frutta disidratata viene utilizzata come guarnish.

L’attenzione più grande che ho riguardo allo spreco è quella del consumo e l’utilizzo di acqua. Per lavare i bicchieri e piatti, utilizzo un vaporizzatore. Il ghiaccio proviene da un’azienda esterna.

Qual è il tuo spirito preferito ? Se potessi raccontarti in un drink, quale sarebbe e perché?

Bevo esclusivamente whisky scotch, provenienti delle Islay, dal carattere deciso e dal retrogusto affumicato. Da lì deriva anche la mia predilezione per il mezcal.

Se dovessi raccontarmi in un drink, sceglierei il Charlie Chaplin. Un cocktail dall’apparenza dimessa, ma che nasconde un sapore geniale e una creatività inaspettata.

Qual è la tua ispirazione dietro alla realizzazione di un cocktail ? Secondo te, quale il segreto per un cocktail perfetto?

L’ispirazione dietro ad ognuno dei miei cocktail poggia su tre principi fondamentali: convivialità, benessere e ricerca del piacere della persona.

Quando realizzo un drink su misura cerco di raccontare un’esperienza, anche culinaria, che ha avuto il cliente e cerco di riproporre quella stessa sensazione, la dolcezza, il senso di familiarità, proponendola sotto un punto di vista capovolto. Una sorta di Inside Out.

Il segreto di un cocktail perfetto è nell’Amore e nella cura che si cela nella sua realizzazione.

Maggiori informazioni

Diventare socio è semplice, scrivi a info@lonelyavenueaps.com

Orari: Dalle 15 alle 18.
Solo su prenotazione.
Solo 4 posti

Sito : link

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