Le Origini del Whisky Scozzese tra Alchimia e Uomini Volanti

Chi ha letto My Whisky Side: il Whisky e la Passione per il Volo sa quanto mi sia caro il tema dello slancio. In questo articolo scopriremo come le origini del Whisky Scozzese siano intrecciate con le storie di alchimisti e scienziati, in un tempo in cui gli uomini sognavano di volare.

Alle Origini del Whisky Scozzese: l’Aqua Vitae per il Re

To Friar John Cor, by order of the King, to make aqua vitae VIII bols of malt“.

Questa celebre annotazione contabile della tesoreria scozzese, datata 1494-95, costituisce la prima testimonianza scritta di un distillato di malto chiamato Aqua Vitae, in Gaelico Uisge Beatha, in pratica il compleanno del Whisky Scozzese. Mentre il vigoroso ed eclettico monarca Giacomo IV Stuart ordinava del whisky di malto al frate benedettino John Cor dell’Abbazia di Lindores (a poco più di 15 km dalla residenza estiva di Falkland Palace), trame alchemiche e storie di uomini volanti attraversavano l’Europa e la Scozia.  

L’Alchimia e la Distillazione: dal Medio Oriente al Cuore dell’Europa

La scienza alchemica e il sapere sulla distillazione da essa scaturita, fu raccolta e sviluppata nei monasteri dell’Occidente. In queste roccaforti della conoscenza dell’Europa Medievale, con l’invasione dei Mori nel VIII secolo, giunsero gli scritti di eruditi arabi come Abu Musa Jabir ibn Hayyan, che collaudò il primo Al-Ambiq. Fu così che l’alambicco divenne lo strumento per eccellenza dell’alchimista, distillatore di spiriti, rimedi per il corpo, ed Elisir per l’Anima. Egli, attraverso il suo forno alchemico, avrebbe al contempo estratto la Quinta Essenza dalla materia, trasformando i metalli in oro, simbolo di purezza assoluta, e trasmutato sé stesso raggiungendo la Perfezione Spirituale.

Una volta tradotti in greco e latino, i preziosi testi arabi divennero oggetto di studio per intellettuali europei (spesso appartenenti a ordini monastici) come Arnaldo Da Villanova (colui che ribattezzò l'”Al-Kohol” in Acquavite), Raimondo Lullo, Ruggero Bacone, Alberto Magno e Duns Scoto. E’ in questo clima culturale crepitante che dai laboratori di questi scienziati e alchimisti nacquero l’Acquavite, la Uisge Beatha, e il Whisky di Malto Scozzese, ordinato dal Re Giacomo IV, antesignano dello Scotch dei nostri giorni.

Il Whisky Scozzese e i suoi Alchimisti

Michael Scott: The White Wizard il padre spirituale del Whisky Scozzese

Nato nel 1175, scozzese, alchimista, astrologo, fisico, medico, occultista, e mago. Sto parlando di Michael Scott, “Il Mago Bianco“.  Matematico, poliglotta, carismatico e studioso onnivoro, si formò a Oxford, Parigi e Toledo; sostò a lungo in Italia dove: frequentò la famosa Scuola Medica di Salerno, fu insegnante di Leonardo Fibonacci (che nel 1202 gli dedicò il suo Liber Abaci) e servì l’Imperatore Federico II come astrologo di corte a Palermo. Michele Scoto è l’unico scozzese menzionato nella Divina. Il suo temperamento eccentrico e la sua sensibilità esoterica gli costarono l’VIII girone dell’Inferno Dantesco, insieme ad altri stregoni, astrologi e falsi profeti. Non è da escludersi che, tornato in Scozia nel 1230, abbia avuto un ruolo importante nella nascita dello Scotch Whisky.

In una nota a una edizione di Whisky, di Aeneas MacDonald (aka George Malcom Thomson) Ian Buxton dichiara:

 Arguably he could be considered the Father of Scotch Whisky 

John Damian: l’Alchimista che Spiccò il Volo

Torniamo alla corte di Giacomo IV.  I registri di palazzo riportano vari ordini di acquavite – spesso non specificando il tipo di distillato in questione – che il sovrano destinava alla preparazione di polvere da sparo, ai propri godimenti di bevitore e alle ricerche di John Damian de Falcius (Giovanni Damiano de Falcucci), pittoresco personaggio di origini italiane, fisico di corte e naturalmente alchimista. Egli aveva promesso Oro ed Elisir miracolosi al re, che doveva stimare molto le sue ricerche perché, nonostante i fallimenti di questo instancabile sognatore, lo insignì persino del titolo di Abate di Tongland

Additato ormai da molti come impostore, John promise a tutti un’impresa mirabolante che ne avrebbe attestato le doti di scienziato e alchimista. Nell’Autunno del 1507 salì in cima al Castello di Stirling, con ali costruite di pelle e piume di pollo, per dimostrare di essere in grado di volare. La sua impresa si risolse (miracolosamente) con una gamba rotta e la derisione del poeta William Dunbar, che immortalò la sua figuraccia nel componimento ” A Ballad of the False Friar of Tongland, How He Fell in the Mire Flying to Turkey“.

Uomini Volanti e Whisky

Nonostante tutto, quello di John rimane uno dei primi tentativi di volo umano mai attuati. Negli stessi anni tra il 1505 e il 1506Leonardo da Vinci concludeva quello che oggi chiamiamo Il Codice Sul Volo, una serie di studi dedicata al volo degli uccelli e ai vari progetti di straordinarie macchine volanti. Anche Leonardo organizzò un esperimento di volo sul monte Ceceri di Fiesole. E anche il suo assistente, Zoroastro da Peretola, cadde rompendosi una gamba. A rimarcare buffamente il parallelismo, di un pollo si tratta anche nei suoi carteggi sul volo, come un promemoria al margine in cui il Genio annota la spesa di  “un pollo” pagato “due soldi”.

Il whisky scozzese è nato dentro alambicchi collaudati per la distillazione dello Spirito. Negli anni in cui nasceva il futuro Scotch Whisky, gli uomini iniziavano a saltare dalle colline cercando di spiccare il volo. Indipendentemente dagli inevitabili primi fallimenti, si è trattato di una staffetta verso il cielo, uno slancio rischioso, libero e… spirituale.

Whiskey is a Reincarnation. The coarse and heavy cereal grains are sublimated, the spirit leaving that earthly body, purged and disinfected, all but vanishing into pure nonbeing; then, by heavenly metempsychosis, returning to the world as a perfectly pure and impersonal liquid. Placed in an oak cask, a further transformation occurs, this time a metamorphosis

Charles MacLean

Chiara Marinelli

Chiara Marinelli (@chiara_marinelli), classe 86, laureata in Filosofia. Appassionata di Metafisica, Whisk(e)y e del buon bere, ha sempre approcciato il mondo degli Spirits e della Miscelazione attraverso il suo background poliedrico e trasversale.

Responsabile della didattica e docente della Roma Whisky Academy targata Roma Whisky Festival Chiara ne coordina le attività formative e degustative durante tutto l’anno. Come Whisky Specialist collabora con W&Co, lo show room romano di Via Margutta 28, e con Oro Whisky Bar

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