Giovanni Badolato, Bar Manager del Metropolita

Giovanni Badolato, bar manager under 30, si è misurato con una delle sfide più grandi per un locale considerato il tempio del bere bene. Metropolita, viene considerato uno dei templi della mixology capitolina, nato due anni fa dalla visione dei tre proprietari Carlo e Roberto Annessi e Roberto Rabaglino, ha riformulato la sua offerta alla luce del giorno in base alle ultime disposizioni governative. Dalle ore 17.00 lo spazio esterno e, finalmente dal 1 giugno anche interno, è dedicato all’aperitivo per consumare i cocktail miscelati da Giovanni Badolato, che ha studiato l’intera proposta all’insegna dell’essenzialità: la sua cifra stilistica è minimal e colorata.

Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com

Intervista a Giovanni Badolato

Puoi raccontarmi qualcosa di te? Dove sei nato, cresciuto e il tuo percorso lavorativo.

Mi chiamo Giovanni Badolato, nato a Milano, da una famiglia di origine calabrese che si è trasferita per ragioni lavorative al Nord. Nel corso degli anni ho vissuto nelle Marche e poi finalmente sono arrivato a Roma. Fin da piccolo nutrivo un grande fascino per il mondo del Bar, tant’è che mentre frequentavo le scuole superiori ho seguito un corso all’A.I.B.E.S. Associazione Italiana Barmen e Sostenitori. All’età di 18 anni ho iniziato a lavorare e la mia prima esperienza fu in uno stabilimento balneare ad Ostia, dove tutt’ora risiedo. Terminata la stagione estiva mi sono trasferito in Australia, dove in un anno ho vissuto esperienze incredibili sia dal punto di vista personale che lavorativo. Con il nuovo bagaglio di esperienze torno a Roma e inizio a lavorare presso l’Hotel Sheraton finché non aprì il Metropolita, che ho visto nascere dalle sue fondamenta.


Com’è cambiato il mondo della mixology dopo il Covid? E, soprattutto, come sono cambiate le abitudini dei clienti?

Dopo tanto tempo a casa oggi vedo nelle persone una gran voglia di uscire. Ogni giorno per fortuna, il Metropolita accoglie tantissimi clienti, dall’aperitivo alla cena. Le persone hanno bisogno di incontrarsi e stare insieme e il Bar rappresenta il punto di incontro per eccellenza. Il mondo della mixology è cambiato perché le persone tendono a consumare di più i grandi classici, quali lo spritz, l’americano, il negroni, o vini e birre. Dopotutto per ora è tutto concentrato nell’orario dell’aperitivo.


Qual’è la cosa che più ti manca?

Vedere la folla davanti al bancone nel week end. Mi manca l’atmosfera che si crea con la musica di una band che suona dal vivo e la voglia delle persone di bere bene e divertirsi. Mi manca soprattutto parlare con i clienti al bancone, un bartender ha un ruolo molto importante, prima ancora di saper fare i cocktail devi avere una predisposizione a saper ascoltare e parlare con un cliente.


Come nasce la tua drink list? 

Solitamente, parto da una base di pensiero sui cocktail classici e da lì sviluppo delle idee. Cerco sempre di adattare i drink al luogo dove mi trovo. Al Metropolita il cocktail deve uscire velocemente, non ci possiamo permettere una lunga preparazione vista la grande clientela che accoglie ogni giorno il locale. La cocktail list è minimal, pulita, essenziale con il ghiaccio, che ne rappresenta l’elemento principale.


Oltre ai grandi classici ci sono almeno 12 cocktail come il Mc Truffle, 5PM e lo Sweet Dreams. Dietro la scelta di questi nomi c’è un significato particolare?

Il Mc Truffle, a base whisky impreziosito dal tartufo, dal sapore forte e persistente, è una rivisitazione del Boulevardier, un cocktail nato nel 1927, come variante del Negroni da Harry Mc Elhone. Da qui l’idea di chiamare il drink Mc, mentre Truffle è il tartufo che lo arricchisce. 5PM, con base gin miscelato all’english breakfast tea, è un cocktail pensato come se fosse servito nell’ora del tea a Londra, ho voluto dedicargli un vero e proprio drink. Viene servito in una tazza per ricordarne il momento ed è accompagnato da biscotti. Sweet Dreams, con base rum, un gusto sour, lo dice il nome stesso, è un riferimento alla canzone del gruppo musicale Eurythmics.

Qual’è il tuo spirito o ingrediente preferito?

Non ho un ingrediente preferito, mi piacciono molto i Brown Spirits.

Il tuo cocktail preferito e perchè?

In linea generale mi piace bere tutto, se proprio devo scegliere, mi piace molto il Negroni. Dipende anche dal momento della giornata, nel primo pomeriggio sceglierei sicuramente un Americano o un Bloody Mary.

Elisabetta RUBINO

Elisabetta Rubino, classe ’78, romana, laureata in Giurisprudenza, Criminologa, Perito Grafologo. Attualmente ha mollato tutto e lavora in un Tour Operator a livello internazionale e come Ufficio stampa nell’ambito enogastronomico.

Influencer (@lapolpettasuitacchi) e Food Blogger, alla fine del 2017 apre il suo sito “La polpetta sui tacchi”. Un piccolo diario dove racconta i suoi viaggi culinari, punto di riferimento per molti lettori che amano scoprire nuove aperture su Roma.

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