The Ultimate Classic: storia della miscelazione (1/3)

Il primo articolo di questa rubrica sarà suddiviso in tre appuntamenti. Descriverà in maniera accurata l’evoluzione e l’importanza che l’alcol ha ricoperto nel corso della storia, affiancando l’uomo sin dagli albori della storia documentata. In particolare nella seguente narrazione troverete documenti e citazioni risalenti all’epoca prima della nascita di Cristo fino all’invenzione del Punch.

Dobbiamo tenere in considerazione un preciso presupposto prima di inoltrarci nella lettura. Infatti come ogni ricostruzione di eventi narrati, la storia del bar nello specifico, racconta vicende tramandate e documentate  perlopiù da frequentatori di bar, quindi vissuta e scritta sul campo;

Sappiamo tutti cosa succede nei bar giusto? Persone dimenticano cose!” (Wondrich, 2011) 

Etimologia della parola”Cocktail”

Non a caso le versioni sull’origine della parola “cocktail” sono incerte e di seguito ve ne riporterò alcune :

Nel 1779 Betzy Flanagan in Yorktown Virginia, locandiera e vedova, era conosciuta per una bevanda che serviva nella sua locanda chiamata “Betzy Braces”. Una forte antipatia per i vicini contadini britannici, la portò a sottrarre loro un gallo per arrostirlo e servirlo ai suoi clienti americani e francesi, utilizzandone le piume della coda come ornamento per il suo famoso drink. Il gesto fu talmente apprezzato che uno degli ospiti esclamò durante la serata: “Here’ s is to the divine liquor which is as delicius to the palate, as the cock’s tails are beautiful to the eye!

Un’altra possibile versione chiama in causa l’usanza del “Cocktailed Horse”. Essa consisteva nel tagliare la coda del cavallo in modo che somigliasse a quella di un gallo come segno di distinzione per gli esemplari non puro sangue, quindi per indicare gli incroci, i miscugli, i misti. 

Come ultima versione citiamo un nome comune per gli appassionati: Antoine Amédée Peychaud, inventore del celebre bitter, che durante lo sperimentazione di una miscela a base di cognac, spezie, zucchero e bitter utilizzò come misurino un Coquetier, parola francese per indicare un porta uovo.

Ciononostante la prima apparizione della parola“cocktail” avvenne in una testata Britannica nel 1798, ma in maniera ufficiale il 13 Maggio del 1806 in un articolo del “The Balance of Columbia and Repository” si citava letteralmente : “cock tail, then is a stimulant Liquor composed of spirit of any kind, sugar, water and bitter, is vulgar called bittered sling”.

Prime forme di miscelazione

Ma andiamo per ordine:

L’uomo sin dall’antichità non si è mai limitato a bere o mangiare ciò che gli veniva offerto dalla natura, bensì si è da sempre cimentato in combinazioni e miscele di ingredienti di diverso genere, sia per necessità sia per istinto di scoperta.

Alcuni ritrovamenti risalenti all’epoca Frigia (800 AC) documentano che all’interno della tomba del Re Mida vennero ritrovare ed analizzate anfore in terracotta, utilizzate durante banchetti funerari e contenenti tracce di vino, birra di orzo e idromele (vino di miele) con spezie e frutta.

Nell’antica cultura asiatica invece, intorno al 4 A.C. troviamo racconti di una figura sciamanica ritenuta il padre della moderna chirurgia chiamato Sushruta, noto per utilizzare bevande alcoliche con erbe medicinali come anestetici per curare ed alleviare il dolore di malattie.Un altro esempio di utilizzo di misture alcoliche è riportato in un sistema di medicina indiano chiamato “Charaka” dall’omonimo autore Charaka Samhita in cui alcuni passaggi citano l’utilizzo di alcol per causare aborto spontaneo alle donne.

I Romani a seguito della conquista di Taranto nel 3 a.C., adottarono dai Greci l’usanza di riunirsi per bere e mangiare. Proprio come quella di aggiungere acqua o miele al succo di uva per migliorarne il sapore una volta divenuto acido, vista l’assenza di refrigerazione. All’epoca dell’Impero Romano il consumo di bevande alcoliche era frequente durante i pasti e banchetti, ma era altrettanto diffuso fra gli schiavi con il consumo in abbondanti quantità di vino di scarsa qualità tagliato con acqua, raggiungendo anche 3 litri al giorno per persona. Non a caso le prime tracce di attività commerciali con servizio e consumo di alcol apparvero proprio durante l’era di Giulio Cesare lungo le vie di comunicazione più importanti e nei principali centri abitati dell’impero, nei quali si servivano vino e provviste per i viaggiatori.

È doveroso sottolineare che la maggior parte dei commercianti di alcool erano anche proprietari di locande e usualmente producevano liquori e fermentati in maniera artigianale.

L’era del Punch

Tuttavia possiamo affermare che non ci fu una particolare urgenza nel miscelare bevande fino all’avvento della distillazione, rimedio utilizzato per smorzare ed attenuare il sapore degli spiriti prettamente artigianali. Durante il periodo del colonialismo dei primi anni del XVII secolo, marinai e commercianti britannici in viaggio sulla rotta delle spezie introdussero in Europa barili di Punch, una bevanda alcolica proveniente dall’India che consisteva in una miscela semplice di spirito di canna da zucchero o distillato di uva (brandy o arrak), acqua, frutta o succo di agrumi, zucchero e spezie come noce moscata, tè o ambra grigia (volgarmente conosciuto come vomito di balena).

Originariamente il Punch veniva consumato esclusivamente da marinai. Di lì a poco cominciò ad essere apprezzato anche dalle classi benestanti inglesi e successivamente dal resto del mondo. Velocemente diventò un drink costoso e molto popolare non appena raggiunse le colonie inglesi nel Nuovo Continente, nelle quali la canna da zucchero e gli agrumi erano più abbondanti e facilmente reperibili.  

Nel corso del XVIII secolo, nei saloon e pub del vecchio e del nuovo continente offrivano pressoché le stesse bevande e consistevano in drink semplici come fermentati, punch di diverso genere serviti freddi o caldi. Tuttavia l’imminente rivoluzione industriale americana si apprestava ad apportare cambiamenti considerevoli nei Bar di tutto il mondo….

Christian Comparone

Negli ultimi 13 anni ha diretto cocktail bar pluripremiati di Hotel di lusso come Hyatt, Marriott e Hilton in UK, Australia ed Asia. Nel 2018 ha raggiunto il traguardo di Manager dell’anno portando lo Zeta bar Hilton hotel Sydney sul podio più alto tra gli hotel bar in Australasia.Negli ultimi 2 anni ha collaborato e seguito aperture di numerosi cocktail bar sul territorio nazionale ed europeo.

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1 commento

  1. Ottimo 🙂

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